Costruire ponti o muri?

Questa è stata la tematica del campo scuola vissuto a Termoli, in cui abbiamo trascorso giorni molto belli, ma anche caldi a causa sia delle elevate temperature anche della tematica che ci ha toccato molto.

L’inizio del campo è incominciato con il saluto e la preghiera, campo un canto e un salmo. Eravamo tutti pieni di gioia, con un po’ di ansia , ma pieni di entusiasmo soprattutto alcune delle ragazze grandi perché per loro questo è stato l’ultimo campo.Ogni giorno s’incominciava con le lodi, poi la sigla del campo, la colazione e la riflessione sui temi del campo: “come possiamo o come facciamo per costruire un ponte o un muro”.

Il primo giorno abbiamo incominciato con l’’ INDIFFERENZA! Con l’ascolto della parabola di Lazzaro e il ricco ci siamo rese conto di come a volte ai bisogni dell’altro e alle sue difficoltà passiamo avanti senza rendercene conto. Apparentemente non facciamo niente di male, ma anche niente di bene: passiamo vicino alle persone che avrebbero voluto un nostro sguardo, una carezza, una parola di conforto e noi con lo sguardo puntato al nostro Io alle nostre cose neanche ci degniamo di vederli, quante volte avremmo potuto aiutare qualcuno, ma per non avere problemi preferiamo usare l’indifferenza.

Questo primo giorno è passato facendoci riflettere sui tanti nostri muri che alziamo con la gente, ma con la speranza di poterli abbattere.

Il secondo giorno abbiamo riflettuto sulla COMPASSIONE con il vangelo del Buon samaritano che non fu indifferente a quell’uomo caduto nelle mani dei briganti, a come si mosse per aiutarlo, curarlo, guardare le sue sofferenze e le sue ferite; si prese cura di lui e lo portò in un luogo sicuro. Questo Vangelo ci ha recato molta gioia perché ci ha indicato il giusto modo di agire: passare vicino alle persone che hanno bisogno di noi e non solo pensare a noi al nostro egoismo, ma uscire da noi e pensare al bene dell’altro; solo così è possibile abbattere il muro dell’indifferenza .

In serata siamo andati in spiaggia per fare un momento di preghiera in Adorazione della Croce. È stato bellissimo: il Crocifisso illuminato con le candele, il manto delle stelle sopra di noi, il rumore del mare e il suo profumo. Abbiamo cantato le lodi a Dio per la nostra Madre Terra, per questa meravigliosa natura, ringraziandolo per il creato e riconoscendo il Suo infinito amore per noi.

Dall’indifferenza alla compassione non poteva mancare il PERDONO quante volte perdonare? Molte volte non è solo il perdonare l’altro, ma saper perdonare noi stessi. Questa, spesso e volentieri è la difficoltà più grande. Il perdono dovrebbe essere una gioia, e il perdono dovrebbe essere infinito, perché misuriamo il perdono e abbiamo la consapevolezza che tutti possiamo sbagliare.

Quel giorno abbiamo dedicato anche un po’ di tempo per parlare e abbattere qualche muro alzato tra di noi, imparare a perdonare, ma anche saper chiedere perdono a Dio attraverso il sacramento della Riconciliazione. Molto importanza si è data all’ASCOLTO: molte volte noi sentiamo, ma non ascoltiamo veramente cosa ci dice l’altro, o stiamo solo pensando a cosa rispondere, ma non ascoltiamo veramente quello che l’altro vuole dirci, non usciamo da noi stessi per ascoltare le necessità dell’altro; la gente spesso ascolta solo per educazione non perché è davvero interessata all’altra persona.

In serata abbiamo dedicato all’Adorazione Eucaristica. Lui è l’unico che ci può insegnare come ascoltare: durante quest’ora lo abbiamo lodato con canti, preghiere e salmi, momenti di silenzio e con il passo del Vangelo di Luca “ i discepoli di Emmaus” per sperimentare come alcune volte non è sufficiente ascoltare , ma anche guardare l’altro e riconoscerlo come fratello cosi come i discepoli hanno riconosciuto Gesù dallo spezzare il pane.

Non poteva mancare dopo questo momento un ultimo passaggio le “MANI TESE”. Ci ha aiutato il Vangelo di Giovanni della donna trovata in adulterio. In questo passo c’è tutta la misericordia di Dio perché anche se gli altri ti giudicano quando sbagli, Dio ti tende le mani, ti solleva, ti perdona, ti rialza dal peccato per darti nuovamente fiducia e aiutarti a vivere una vita nuova.

In serata essendo la festa del Santo del Paese (SAN BASSO), dopo aver goduto insieme del tramonto sul mare, abbiamo partecipato alla processione e ai fuochi d’artificio.

E cosi siamo arrivati all’ultimo giorno: giorno di partenza e di saluti; nell’ultimo incontro di condivisione ognuno ha espresso i suoi sentimenti, le sue gioie, i dolori, i momenti che erano piaciuti di più e quelli di meno per poi Celebrare l’Eucaristia di ringraziamento per questi giorni fantastici passati insieme, con i muri abbattuti e quelli da abbattere, con i ponti costruiti e quelli da costruire e rendere più solidi.

PONTE O MURO?

Alla fine di questa esperienza mi sento di ringraziare i ragazzi, i frati cappuccini per avermi fatta sentire parte integrante della fraternità, soprattutto le mie consorelle e la mia Comunità per la possibilità che mi hanno dato di partecipare al campo, per avermi guidato con la preghiera, per la loro vicinanza e il loro affetto.

Suor Stephanie

Una risposta a “Costruire ponti o muri?”

  1. Il momento di riflessione è inevitabile dopo questa lettura! Tante verità a volte dimenticate o rimosse! Grazie Suor Stephanie!

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