La nostra identità

Come ciascuna ed ogni istituzione, anche noi siamo nati con dei caratteri tipici ed inconfondibili. Negli scritti dei nostri Fondatori si rilevano alcuni punti fondamentali: chiedono che siamo “flessibili”, vale a dire tanto più liberi nei confronti di tutte quelle che sono le cose esteriori quanto più saldi nella fedeltà al Vangelo, e chiedono che siamo anche “disponibili” per qualunque tipo di apostolato di cui possano aver bisogno i poveri, sia nel campo dell’educazione che della sanità, della cura degli anziani o del servizio indirizzato all’ evangelizzazione. Se dopo questa premessa, volessimo sintetizzare la Spiritualità ereditata dai nostri Fondatori e sperimentata nella nostra breve storia , sarebbero questi i cinque pilastri che delineano la nostra fisionomia spirituale:

 

VIVERE IN PIENEZZA IL MISTERO DELLA REDENZIONE

Ci chiamiamo “Missionarie Figlie del Calvario”, perché contemplando Cristo in Croce, sentiamo sorgere in noi, dall’amore e dalla gratuità l’ansia di servire la medesima umanità che Cristo ha amato e di dedicarci alla medesima missione alla quale Egli si è votato.

Dio Padre risuscitando Gesù, mise il suo sigillo nella sua vita e nella sua morte. Di conseguenza, il suo itinerario della Croce che solleva alla vita attrae i discepoli con forza irresistibile. Facciamo nostro questo cammino, al servizio del suo Regno senza arrenderci di fronte al sacrificio  inerente alla vocazione, con disponibilità all’amore e alla riconciliazione che Egli ci insegnò.

 

MARIA CORREDENTRICE E’ UN ESEMPIO PER NOI

Ella seppe rimanere ai piedi della Croce, condividendo in silenzio l’amore  e il dolore di suo Figlio, accettando di essere Madre di tutta l’umanità.

Ella la donna credente, vicina a Gesù, forte nella prova , mediatrice, affinché nel banchetto non mancasse il vino.

 

FONDERE IN UNA SOLA LA VITA  ATTIVA E CONTEMPLATIVA

Senza voler abbandonare la contemplazione e senza poterci disinteressare del servizio ai fratelli, intendiamo armonizzare e fondere in una sola la vita attiva e quella contemplativa .

Per assicurare questa fusione, i Fondatori escogitarono di dividere l’anno in due periodi, uno dedicato alla contemplazione e l’altro dedicato alla vita attiva. E se le difficoltà pratiche hanno reso, nostro malgrado, inattuabile questa distribuzione, il Capitolo speciale del 1970 ci ha stimolato a commisurare nella vita ordinaria, entrambi gli aspetti: l’azione e la preghiera. Tuttavia c’è la possibilità di dedicare, periodicamente, un più ampio lasso  di tempo alla vita contemplativa.

 

SERVIZIO RIVOLTO ALL’UMANITA’ SOFFERENTE

Nate per essere “ manto protettore che copre ed avvolge qualunque bisognoso”, il nostro servizio di carità all’umanità sofferente deve essere attivo e coinvolgente o, come desiderava la nostra Fondatrice Madre Ernestina, “senza che niente ci trattenga”.

E’ l’amore di Dio penetrato nei nostri cuori ed è la comunione con Cristo che ci spinge ad integrarci nella liberazione  che il Suo Regno ha inaugurato.

 

LA NOSTRA VITA DEVE ESSERE SEMPLICE E POVERA

La nostra vita deve essere semplice e povera, facendo onore alla nostra nascita ai piedi della Croce e alla nostra vocazione per i prediletti di Dio: gli umili e bisognosi.

Né per noi né per la nostra Istituzione chiediamo gloria o umane soddisfazioni, fuorché una vita di lavoro, sobria e disinteressata, disposta alla condivisione e pronta all’accoglienza.